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DIETA MEDITERRANEA: MODELLO DI SALUTE

20 ottobre 2018

Storia e curiosità del modello mediterraneo

A partire dagli anni 70 gli studi sulle popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo indicavano una maggiore aspettativa di vita correlata ad una serie di abitudini alimentari, definite poi dal termine “dieta mediterranea”.

La dieta mediterranea indica un modello alimentare comunemente riferito ai primi anni sessanta del Novecento nelle zone del bacino mediterraneo. Non si può parlare di una dieta specifica e selettiva, piuttosto di un insieme di abitudini alimentari tradizionalmente appartenenti alle popolazioni autoctone.

La dieta mediterranea rappresenta una scelta alimentare sostenibile. Apporterebbe infatti:

  • Benefici sociali (salute, consapevolezza, convivialità, identità)
  • Benefici economici (riduzione delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale, a carico delle famiglie, valorizzazione delle aziende locali e del territorio mediante la rete commerciale di prodotti a km 0)
  • Benefici ambientali (impiego di risorse naturali, stagionalità, biodiversità, frugalità)

Questo modello infatti prevede la condivisione e il consumo di cibo derivanti da un insieme di competenze, conoscenze, riti, tradizioni di colture, raccolta, pesca, zootecnia, conservazione e cucina.
Mangiare insieme è il fondamento della continuità e dell’identità culturale nelle comunità del bacino mediterraneo. Infatti si tratta di un momento di scambio sociale, di comunicazione e di affermazione della famiglia.
La dieta mediterranea sottolinea i valori di ospitalitàdialogo interculturale e creatività, riunendo persone di ogni età e classe sociale. Inoltre, si salvaguardano le sue tecniche, il rispetto dei ritmi stagionali e degli eventi festivi, trasmettendo questi valori alle nuove generazioni. Durante la pratica quotidiana di scambio e rispetto reciproco i mercati svolgono un ruolo chiave per coltivare e trasmettere questi valori.

Numerosi studi in letteratura scientifica dimostrano come l’aderenza alla dieta mediterranea possa prevenire e ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, neoplasie, invecchiamento e sarcopenia, malattie metaboliche, cardiovascolari e carenze vitaminiche.

La piramide alimentare

 

Le nuove acquisizioni scientifiche hanno contribuito a partire dagli anni ’90 alla stesura di uno schema visivo, di impatto e di facile comprensione per promuovere un corretto stile di vita e una dieta sana ed equilibrata per mantenersi in salute: la piramide alimentare della dieta mediterranea.
Nel 2010 la dieta mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO ed è stata definita come:

l’insieme di abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mediterraneo che si sono consolidate nei secoli e sono rimaste pressoché immutate fino al boom economico degli anni ‘50” (http://en.unesco.org/).

L’idea della piramide è di dare un messaggio chiaro e comprensibile a tutti, sia dal punto di vista qualitativo che di frequenze settimanali, al fine di indirizzarci verso scelte alimentari consapevoli.

Di seguito una piccola spiegazione della piramide rappresentata in figura.

  • Alla base di tutto vengono indicate le abitudini e lo stile di vita caratterizzato da: attività fisica, convivialità, stagionalità e prodotti locali e acqua, spesso sottovalutata, ma rappresenta una buona fonte di sali minerali, favorendo la depurazione, la digestione, l’assimilazione di nutrienti e assicurando l’equilibrio termico.
  • Il pasto principale è costituito da cereali e derivati, in chicco, pasta o sotto forma di farine (come frumento, mais, riso, orzo, avena, segale, farro, miglio) preferibilmente integrali poiché sono più ricchi di fibre, vitamine e sali minerali; frutta 1-2 porzioni/die; verdura almeno 2-3 porzioni/die. Frutta e verdura preferibilmente di stagione, a rotazione.
  • Salendo ancora troviamo gli alimenti da assumere ogni giorno, quali frutta secca (ricca in acidi grassi polinsaturi che hanno effetti benefici sul colesterolo LDL, un’azione antinfiammatoria, un discreto apporto proteico e alcuni, come il tocoferolo, hanno una potente azione antiossidante endogena), olio extravergine d’oliva (contenente fitosteroli, polifenoli, vitamine liposolubili con potere antiossidante), erbe e spezie (come sostituti del sale per insaporire gli alimenti), latticini (latte e yogurt) 2 porzioni al giorno.
  • Settimanalmente viene consigliato il consumo di 2 porzioni di legumi, carni bianche, formaggi e uova, 2 o 3 di pesce (ricchi in omega-3, una classe di acidi grassi polinsaturi ritenuti benefici nella prevenzione di malattie cardiovascolari).
  • Meno frequentemente viene consigliata una porzione di carne rossa, massimo una porzione di salumi e carni lavorate, e 1-2 porzioni di dolci alla settimana.
  • Vino con moderazione, soprattutto nelle donne.

Conclusioni e riflessioni

Lo stile di vita odierno è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere psico-fisico che spesso non corrisponde con lo stato di salute.
Le abitudini alimentari caratteristiche dei popoli mediterranei si sono progressivamente arricchite di cibi ad alto contenuto proteico, di grassi saturi e di zuccheri fino a superare l’apporto energetico necessario. Inoltre, le occasioni per consumare cibo sono diventate più frequenti di quelle dedicate al movimento e all’esercizio fisico.

La nostra popolazione ha dunque il compito e la necessità di recuperare e preservare questo prezioso patrimonio mondiale.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Adherence to Mediterranean diet and health status: meta-analysis. F. Sofi et al. BMJ. 2008; 337: a1344. DOI: 10.1136/bmj.a1344

Benefits of the Mediterranean Diet: Insights From the PREDIMED Study. Miguel A. Martínez-González et al. Progress in cardiovascular diseases. Vol.58, Issue 1, pages 50-60. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.pcad.2015.04.003

Mediterranean diet pyramid: a cultural model for healthy eating. Willett WC et al. Am J Clin Nutr. 1995 Jun;61(6 Suppl):1402S-1406S

Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet. Ramón Estruch, M.D., Ph.D. et al. N Engl J Med 2013; 368:1279-1290April 4, 2013. DOI: 10.1056/NEJMoa1200303

https://dietamediterranea.com/

https://health.gov/

https://health.gov/dietaryguidelines/dga2010/dietaryguidelines2010.pdf

https://health.gov/dietaryguidelines/2015-scientific-report/pdfs/scientific-report-of-the-2015-dietary-guidelines-advisory-committee.pdf

www.fondazionedietamediterranea.it

www.unesco.org/archives/multimedia/?s=films_details&pg=33&vo=2&vl=Eng&id=1680

 

 

  Dott.ssa Francesca Mancini, Biologa Nutrizionista

Email: info@mancinifrancesca.it

Web: www.mancinifrancesca.it

Fb: Nutrition reporter – Francesca Mancini